Variegati tra loro presentano caratteristiche accattivanti ma al contempo ostili.

Numerose insidie e segreti si celano dietro ogni curva, ogni cordolo, ogni imperfezione dell'asfalto rovente di Blackwood, Fern Bay, Westhill, Kyoto ring, South City, Aston...

Ogni circuito può essere vissuto in maniera differente grazie alle diverse combinazioni impostabili inizialmente, sino alla possibilità di correre letteralmente all'inverso scoprendo un circuito totalmente nuovo...

Tutto sta alla vostra fantasia e voglia di corse...

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Sim

Virtual racing

Circuiti simulati

Blackwood Circuit

Descrizione riferita ad un giro di pista, con la vettura denominata FXR, a Blackwood Circuit. Si tratta di uno dei tracciati disponibili sul simulatore "Live for Speed". Verranno descritte punto per punto le varie particolarità che portano ad un bel giro da 1:08 basso.

foto01 Partenza: Si tratta di un circuito apparentemente veloce (in realtà è solo molto breve) ma sul quale è importante avere un buon carico aerodinamico sulle ali. L'asfalto (ottima simulazione) non è dei migliori, non mancano le imperfezioni (create appositamente per divertire di più) che destabilizzano la vettura. I cordoli non sono alti e ci si può passare senza danneggiare le sospensioni o le gomme. Al via ci si trova nei pressi di una delle discese del circuito; questo facilita il raggiungimento di elevate velocità alla prima staccata.
foto02 La prima staccata da su un tornantino che porta alla prima chicane. Il tipico tornantino dove è fondamentale una traiettoria pulita e abbottonata in fase di ingresso per poi allargare gradualmente per andare ad impostare la chicane. Lo si percorre in seconda marcia a gas parzializzato. Più si fa piano la prima parte di questo tornantino e meno si perde tempo. Entrare troppo veloci costringe ad effettuare correzioni accentuate che porteranno ad un ritardo fino ad un secondo al primo intertempo. L'uscita del tornantino si fa in terza marcia...gas giù a tavoletta.
foto03 La chicane, uscendo dal tornantino, inizia con una curva a sinistra e segue con un'altra a destra. La parte iniziale a sinistra la si fa uscendo di terza dal tornantino di cui sopra. In questo frangente è fondamentale il colpo di gas ON/OFF ossia lo si toglie totalmente per un attimo, il rilascio di gas deve generare un leggero sovrasterzo che imposta la vettura verso la curva a sinistra della chicane e successivamente verso l'uscita. Si deve riaprire velocemente tutto il gas evitando che la vettura controlli voi puntando le gomme di protezione a bordo curva.
foto04 Rettilineo: Usciti dalla chicane siamo all'inizio del lungo rettilineo; qui si scaricano tutte e sei le marce con una velocità di uscita che può superare i 266km/h in scia. Il gioco di scie può giocare brutti scherzi specie se ci si trova alla partenza in un groviglio di vetture. Non sono esclusi, alla staccata, sorpassi sia all'interno che all'esterno (il bello di Blackwood)... Lo spazio c'è. Se la prima staccata e la prima chicane sono stati ben eseguiti, dovremmo aggirarci sui 22 secondi (21 per quelli dannatamente veloci) al primo intertempo registrato all'inizio del rettilineo.
foto05 Staccata in fondo al rettilineo: qui si passa dalla bellezza di circa 260km/h a 130km/h in soli 80 metri, se il vostro impianto frenante è tarato e bilanciato bene, la decelerazione in G è massima e lo potete visualizzare sul giroscopio (tasto F9 visualizzazione giroscopio e temperature gomme). Impianti frenanti tarati con eccessiva forza, sulle 4 ruote, portano allo spiattellamento precoce delle gomme con perdite di prestazioni verificabili già dopo un paio di curve. Noterete un vertiginoso innalzamento di TEMPERATURA a segnalare che la vostra mescola si stas sciogliendo.
foto06 La curva a destra infondo al rettilineo prinicipale l'avete fatta bene se la state percorrendo intorno ai 130-136 km/h, velocità molto inferiori segnalano che avete un mezzo troppo sottosterzante, mal bilanciato che con il muso punta la tangente della curva, in tal caso sono da rivedere campanature gomme e trasmissione anche se il primo pensiero per abitudine porta alle ali. Generalmente si tratta delle ali solo in caso di errori MACROSCOPICI DI MESSA A PUNTO. Lo spazio di uscita dalla curva è notevole ed il cordolo abbondantemente percorribile. Se ne avete di più, lasciate scorrere il telaio e non chiudetelo a centro curva. Occhio a non esagerare, il testa coda per differenza di grip asfalto/erba è in agguato.
foto07 La seconda curva dopo il rettilineo principale è simile alla prima ma a trabocchetto. Da l'idea che si possa ritardare la frenata all'ultimo ma così facendo si penalizza l'ingresso e la percorrenza, nonchè la velocità di uscita della seconda chicane nella quale entreremo poco dopo.
foto08 Frenata anticipata e ingresso nella seconda chicane (questa più veloce della precedente) del circuito; qui la velocità nel primo tratto può essere come per le due curve precedenti di circa 130 136km/h, ma se ben eseguita ci porterà fuori velocemente oltre i 146 km/h sul primo tratto in salita.
foto09 La prima salita del circuito flette un pò, nei primi giri in assoluto su questo circuito si va un pò alla cieca, poi si imparano immediatamente i punti di frenata. Se al secondo intertempo siamo sui 48 secondi non siamo i più veloci in assoluto ma sicuramente siamo molto molto bravi.
foto10 Staccata in discesa, ci avviciniamo al termine del giro ma non possiamo sottovalutare le insidie di questi ultimi tratti. Staccata verso destra, anche qui una percorrenza in leggero sovrasterzo ad oltre 130 km/h sarebbe l'ideale, è fondamentale che in rilascio la vettura tenda a sovrasterzare altrimenti a quella velocità ci ritroveremo nell'erba e giro finito. Anche qui un leggero anticipo della frenata giova al tempo. Brutti vizi come il mio, di staccare tardi portano a volte a dei rallentamenti della velocità di percorrenza della curva con una perdita in questo settore anche di 3 decimi.
foto11 Breve rettilineo flettente verso destra (sotto il ponte) è importante sfruttare tutto lo spazio a disposizione da bordo a bordo fino ad inserire la quarta per pochi metri, poi staccatona con leggero rilascio di gas e subito in presa per la salita sinistra/destra che porta al traguardo. Attenti che vi manda fuori traiettoria e invita la macchina in automatico ad allargarsi sulla sinistra nel primo tratto in salita.

 

Skid Pad

Contrariamente a quanto molti pensano, la pista di skid pad non serve per testare la propria abilità nella tecnica del drift. Il tracciato skid pad nasce per testare l'aderenza laterale del veicolo. Si può girare su anelli di raggio sempre maggiore sino a verificare l'aderenza massima disponibile lateralmente con il proprio assetto. Grazie all'analisi vettoriale incorporata nel simulatore è possibile osservare come si trasferiscono i carichi e quanto. In tal modo, laddove risulta opportuno, è possibile correggere il proprio assetto per ottenere una prestazione migliore.

foto01 Percorrenza. Durante la percorrenza dell'anello dello skid pad è possibile accorgersi, tramite l'analisi dei vettori, di come si distribuiscono le forze sulle quattro ruote. E' possibile rendersi conto della velocità alla quale la tenuta di strada cala drasticamente lasciando scivolare il veicolo lungo la tangente alla curva. Inoltre è possibile accorgersi di eventuali squilibri del veicolo (carichi troppo elevati all'anteriore o al posteriore) e correggerli ad esempio tramite la regolazione dell'altezza da terra della vettura sull'assale anteriore e su quello posteriore.
foto02 Il sottosterzo. Tarature errate delle sospensioni possono innescare il sottosterzo a velocità ridotte rispetto a quelle alle quali il veicolo potrebbe permettersi di effettuare la curva. La pista dello skid pad permette di evidenziare tali fenomeni. Anche le pressioni dei pneumatici possono innescare sbandate e perdite di controllo. I vettori normali, tangenziali e longitudinali rispetto alle ruote nonché i grafici che tracciano il carico su diverse fasce di pneumatico e le relative temperature raggiunte, permettono di avere un'idea di massima dello sforzo al quale è sottoposto ogni pneumatico. La corretta interpretazione di tali dati permette di sapere se la gomma sta lavorando nella maniera migliore.
foto03 Trasferimenti di carico. Quando il veicolo percorre a forte andatura una curva, ad esempio verso sinistra, esso tende (ovviamente) a coricarsi sul fianco destro. Il veicolo è pertanto soggetto alla forza centrifuga (forza fittizia) sotto la quale tenderà ad essere allontanato dal centro curva se non fosse per i pneumatici che si oppongono a tale fenomeno (fino ad un certo limite). La pista di skid pad permette di ottimizzare l'assetto del veicolo proprio in relazione a tale fenomeno. Leggi il seguente articolo presente sul nostro blog per ulteriori informazioni al riguardo: Telemetria, accelerazione laterale e qualche dubbio.

 

Parco macchine

Ampi spiazziali, simulati o reali che siano, permettono di effettuare prove tecniche di varia natura. Un buon esempio è quello delle simulazioni che abbiamo condotto per verificare le reazioni di un veicolo a trazione posteriore in seguito al montaggio di differenziali aperti - bloccati - autobloccanti.

foto01

Differenziale aperto.
Puoi visionare la prova condotta sui differenziali aperti, bloccati, autobloccanti alla pagina "Set trasmissione".

foto02 Differenziale autobloccante. Puoi visionare la prova condotta sui differenziali aperti, bloccati, autobloccanti alla pagina "Set trasmissione".

 

Handling

I tracciati da Autocross sono la soluzione ottimale per migliorare la propria tecnica di guida. Tali circuiti obbligano a compiere manovre corrette per abbassare i propri personal best. Non sono concesse manovre da "gaming" le quali possono portare facilmente al contatto con i birilli e quindi ad ottenere delle penalità.

foto01

Tra i birilli
Lo slalom evidenzia immediatamente le carenze del veicolo. Specie con passeggeri a bordo, pieno carico di carburante e zavorra. Ammortizzatori e freni usurati mal si abbinano alla sicurezza.

foto02 Le forze in gioco
L'eccessivo rollio, l'eccessiva imbardata e l'eccessivo beccheggio vengono messi in evidenza da un buon simulatore. La taratura di molle, ammortizzatori e barre si rivelerà fondamentale.